Testimonianza di Arianna

Intervista ad Arianna

Arianna, come e quando è nata la tua passione per la Cina?

ariannaQuando avevo sette anni, trovai un libro illustrato di astrologia cinese su uno scaffale della biblioteca. Mi ricordo che lo divorai in poche ore, affascinata dal mistero di un mondo e di una cultura allora così lontani da me. Da quel momento, i miei pomeriggi trascorsero scanditi da letture di storia, cultura, miti e leggende della Terra di Mezzo, tanto che mio padre, vedendomi ogni giorno così profondamente immersa nella scoperta di questo nuovo mondo, in occasione del mio nono

compleanno mi regalò il mio primo libro di lingua cinese per autodidatti. Questo piccolo pensiero fu subito seguito da un altro dono ancora più importante: l’arrivo della mia cuginetta Maya, adottata da Nanchino a dieci mesi di età. Questo evento contribuì largamente a rendere il mio interesse per la Cina sempre più vivo e profondo, fino al momento in cui, come regalo di maturità, i miei genitori mi portarono in Cina. Fu il viaggio più bello della mia vita: dopo tanti anni di studio e di attesa, finalmente vedevo la realtà che avevo tanto sognato con i miei occhi. Scalai la Grande Muraglia a Pechino, visitai la moderna Shanghai, vidi l’esercito di terracotta a Xi’an e navigai tra i paesaggi

pittoreschi di Guilin. Ritrovai, insomma, tutti i posti meravigliosi di cui avevo letto per tanti anni; tuttavia, mi accorsi di non riuscire a comprendere davvero quei luoghi e le persone che vi abitavano,

in quanto non ero ancora in grado di decifrarne i caratteri e le parole. Fu così che, quando tornai in Italia, iniziai la seconda parte del mio viaggio alla scoperta della Cina e mi iscrissi ad un corso di cinese. Da quel momento, lo studio della lingua cinese è entrata a far parte della mia quotidianità.

Di fronte a questa mia inguaribile passione, molti mi chiedono perché la Cina sia così importante per me. Io rispondo sempre che la Cina è importante perché mi ha cambiato la vita.

Quante volte sei stata in Cina e perché?

Dopo questo primo viaggio nella Terra di Mezzo, come prevedibile, sono tornata in Cina più volte: prima a Shanghai nel 2009 per motivi di lavoro, poi a Pechino nel 2010 e a Kunming nel 2011 per approfondire lo studio della lingua cinese. L’ultima soddisfazione è arrivata nel 2012, quando ho comprato un biglietto di sola andata per Hangzhou. Ho vissuto in questa città cinese per circa un anno, come studentessa dell’ Università dello Zhejiang, dove mi sono specializzata in “China Studies”.

Che ricordi hai di queste esperienze?

Tutte queste esperienze molto diverse tra loro mi hanno fatto vivere momenti e sensazioni che ricordo ancora sorridendo: mi viene in mente la mia vita da studente a Pechino, nel pieno del quartiere coreano, con tutti i suoi negozietti e supermercati in cui spesso mi fermavo a guardare le famose “Hanju”, le fiction coreane a puntate trasmesse da ogni televisore; mi ricordo anche i miei interminabili giri esplorativi di Pechino che facevo con i miei compagni, per poi ridurci a studiare a notte fonda e a lume di candela per non svegliare la compagna di stanza; di Kunming mi ricordo la mia insegnante quasi coetanea, con cui ancora scambio e-mail, e i nostri dibattiti in cinese su temi di attualità alle otto del mattino, ma soprattutto ricordo con affetto i “miei” bambini che assistevo alla scuola elementare di Kunming; a Hangzhou, invece, ho vissuto la “vita di campus” in modo molto più indipendente e totalizzante, completamente immersa nel mondo universitario cinese.

Come si impara veramente il cinese?

Si sa che per imparare davvero il cinese non bastano i libri e i corsi universitari. Io credo fermamente che impari veramente il cinese solo chi è così appassionato da fare di questa lingua una parte importante della propria vita quotidiana. Come? Ascoltando musica cinese, leggendo le notizie in lingua cinese, guardando film e fiction cinesi, legando con amici dagli occhi a mandorla e, se si ha l’occasione, lavorando con i cinesi.

Durante il tuo anno a Hangzhou hai vissuto anche esperienze lavorative. Che cosa ci puoi dire?

A Hangzhou ho cercato di sfruttare l’ambiente linguistico favorevole il più possibile e mi sono messa subito a cercare lavoro. Ho trovato  inizialmente posto come insegnante di inglese in una scuola elementare e poco dopo sono stata assunta da un’azienda di marketing, con sede a Hong Kong, che ha come cliente la Commissione del turismo di Hangzhou. Entrambe le esperienze sono state molto utili all’affinamento della lingua cinese: nel secondo caso, ho anche vissuto l’esperienza unica di avere una boss di Hong Kong, il che ha implicato una dose giornaliera di e-mail e messaggi rigorosamente scritti in caratteri cinesi tradizionali da decifrare (a Hong Kong e Taiwan vengono ancora utilizzati i caratteri tradizionali, in contrapposizione al sistema semplificato in uso nella Cina continentale). Queste esperienze sono state poi affiancate da altri lavoretti occasionali, la cui parte migliore è stata consentirmi di mettere da parte un po’ di renminbi per viaggiare.

E ’ vero che hai girato la Cina e l’Asia con solo uno zaino in spalla?

Durante l’anno di Master a Hangzhou, ho visitato la Cina in lungo e in largo assieme al mio compagno: siamo tornati a Pechino e a Shanghai, abbiamo partecipato al Festival del Ghiaccio nella fredda Cina nordorientale, abbiamo navigato lungo lo Yangtze, mangiato le specialità culinarie di Nanchino, abbiamo sperimentato il mare cinese prima a Dalian e poi a Xiamen, visitato Canton e Hong Kong, siamo stati accolti da minoranze Miao e Dong nel Guizhou, abbiamo percorso chilometri e chilometri in treno, viaggiato fino a venti ore in autobus e attraversato l’isola di Taiwan in motorino, infine abbiamo visto i panda e le scimmie nella Cina occidentale;  in estate ho visitato la Corea del Sud, dopodichè siamo partiti zaino in spalla (ok, forse più di uno nel mio caso….) alla volta del sudest asiatico. Il viaggio è durato in tutto quasi tre mesi.

Che progetti hai per il futuro?

Attualmente sono insegnante di lingua cinese presso varie aziende milanesi. Sto, inoltre, lavorando per ottenere un dottorato di ricerca in lingua e cultura cinese, con il sogno di diffondere la lingua e la cultura cinese in Italia e far appassionare alla Cina altri che, come me, vogliono approfondire e scoprire questa misteriosa Terra di Mezzo.