Riflessioni sul distretto artistico 798 nel giorno della Festa della Repubblica

Chi, come me, ha trascorso la settimana di vacanza per la festa della Repubblica nella sconfinata capitale dell’Impero di mezzo, si sarà chiesto come trascorrere le ultime belle giornate di sole prima di riprendere a lavorare e o studiare. Abbiamo dovuto approfittarne ora perché le prossime vacanze lunghe arriveranno con il Capodanno.. Cinese, dunque non prima dell’inizio di febbraio 2016!

Per festeggiare gli oramai 69 anni dalla proclamazione della repubblica popolare cinese, la maggior parte di studenti e lavoratori (perché c’è sempre chi lavora durante le feste, in Cina raramente ci si ferma del tutto!) si riposano una settimana, incluso il weekend. Chi può si organizza per viaggiare e visitare la Cina, chi può approda nelle belle spiagge di Hainan o dell’isola coreana di Joju; altri visitano i grandi classici come Guilin, Shanghai, Suzhou, Hanzhou, eccetera; gli studenti cinesi ne approfittano per fare una capatina a casa, prima del grande rientro di Capodanno.

E poi ci sono io. Io sono andata controcorrente, un po’ per scelta, un po’ per pigrizia e sono rimasta nella capitale che mi ospita così amorevolmente da avermi regalato una bellissima giornata di sole il giorno che ho deciso di visitare, insieme ad un gruppetto di amici culturalmente variegato, il distretto artistico 798, nel quartiere Chaoyang nella zona nord-est di Pechino.

Se già il nome è affascinante e vi fa pensare a qualcosa di misterioso e indecifrabile, come a volte può essere l’Arte, dovete per forza farvi un giro dalle parti di via Dashanzi.
Cosa rende questo quartiere artistico così interessante?

Innanzitutto la sua storia. Nato una insieme alla neonata Repubblica popolare Cinese, rientra all’interno del piano quinquennale di sviluppo industriale e più specificatamente di sviluppo di tecnologie di telecomunicazione. L’idea è che si sviluppi un complesso produttivo, per la produzione di componenti tecnologiche sia per uso civile (altoparlanti) che militare. Nel 1952 iniziano a costruire nella periferia nord est della Pechino del 1952, il primo complesso chiamato 718. dal 1954 al 1964 vengono aggiunte nuove fabbriche, tra cui quella chiamata 798 che dà ora il nome al distretto. Anche grazie all’aiuto della tecnologia e della competenza tecnica degli ingegneri della Germania dell’Est, il complesso di via Dashanzi si sviluppa tanto da diventare un vanto tra i paesi socialisti di allora.

Lo stile architettonico seguito per costruire le strutture che compongono il distretto artistico è ispirato allo stile del Collegio di Bahaus (fondato nel 1919 da Walter Grupius), per cui la forma segue la funzione. In parole povere, furono costruiti grandi spazi, con soffitti alti per sfruttare al massimo la luce naturale.
Insomma, 798 ha nel suo DNA l’arte.

A partire dai primi anni 2000, uno dopo l’altro, artisti cinesi e internazionali iniziano a installare i propri laboratori e poi le proprie gallerie nel vecchio distretto abbandonato. Cominciarono a utilizzare i vecchi spazi abbandonati come laboratori, a sistemare le strutture in disuso e a rivalutare l’area.

In uno scenario prettamente urbano, fatto di grossi edifici mattoni rossi, ciminiere e una vecchia locomotiva ecco fiorire gallerie, mostre e installazioni artistiche; messaggi dipinti sulle pareti e manifesti di personaggi famosi, come Gesù di Nazareth o Mao Zedong, in stile Andy Wharol con slogan quasi politically correct; statue di un Buddah decisamente sovrappeso, guardie rosse dai volti oblunghi e bambini scheletrici grottescamente sorridenti. Questo è quanto rende 798 unico nel suo genere: la perfetta consonanza tra forma e contenuto.

Oltre alle gallerie semipermanenti che vengono ospitate nel distretto, questa settimana potrete partecipare alla versione pechinese della settimana del design. Non aspettatevi il fuori salone milanese (per chi ha avuto la fortuna di trovarsi a Milano in periodo di Salone del Mobile sa di cosa sto parlando… gli altri, dovrete aspettare la prossima edizione!) con la calca di persone di ogni forma e colore, ma qualcosa di simile sì. Ci sono esposizioni delle scuole di design, con la presentazione dei progetti e dei modelli degli studenti; eventi ad hoc, che mescolano la cultura cinese e design; c’è la presentazione di una stampante 3D in grado di stampare CASE! E ci sono tantissimi turisti, cinesi e stranieri che esplorano l’arte contemporanea ospitata in uno spazio che appartiene al nostro tempo, in cui si respira aria di rinnovamento, c’è un’atmosfera di eccletticità, ma non mancano i segni della Cina di tutti i giorni. Se vi viene fame, potrete sempre fermarvi dai venditori ambulanti di snack cinesi fermi ad ogni angolo del quartiere artistico. Anche questo è 798.

asia in pillole
distretto artistico 798