La fortuna e il pipistrello

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Quando ho fatto il mio primo viaggio in Cina sono rimasta colpita da un particolare che non ho più dimenticato: sulle porte della Città Proibita erano intagliati in successione pipistrelli ed occhi.

Perché proprio il pipistrello? Perché un animale così brutto a decorare la porta degli edifici più belli dell’Impero?

La mia spiegazione logica mi ha portato a pensare che fossero gli ennesimi “mostri” messi lì a scacciare i demoni.

E invece la spiegazione è molto più bella, e si lega in maniera indissolubile a questa meravigliosa lingua.

Il pipistrello in Cina è un simbolo di buon auspicio. Lo ritroviamo ovunque: inciso di giada a farne un ciondolo, stampato sui tessuti della seta più raffinata, intagliato su una sedia, una libreria, a decorare oggetti e vasellami di ogni genere.

La spiegazione è da ricercare nella pronuncia della parola “pipistrello”.

“Pipistrello in cinese si dice “fu” 蝠, esattamente come si pronuncia la bellissima parola “fu”  che ha il significato di “fortuna, felicità”.

Per questo motivo, per l’assonanza delle due parole, il pipistrello si è guadagnato un posto nella Città Proibita.

Pipistrello davanti agli occhi, ad augurare a chi varca quelle porte una futura felicità.

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